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Folgorata dalla bellezza del Ponte della Maddalena, (detto Ponte del Diavolo) che attraversa il fiume Serchio nei pressi di Borgo a Mozzano, in provincia di Lucca, ho iniziato a cercare altri ponti a schiena d’asino (caratteristica di un ponte per la quale il profilo della linea di carreggiata si presenta nella forma più o meno arcuata di saliscendi, assimilabile visivamente alla schiena di un asino) in Emilia Romagna e in Toscana. Con mio grande stupore ne ho trovati diversi.

  •  Ponte Gobbo (detto anche Ponte Vecchio o ponte del Diavolo) è un antico ponte di profilo irregolare, che attraversa il fiume Trebbia a Bobbio in provincia di Piacenza. Lungo 273 metri, è stato denominato Ponte Gobbo per il particolare profilo irregolare con 11 archi diseguali tra loro e posti a diverse altezze.L’epoca di costruzione del Ponte non è databile, ma è di età romana e si può ipotizzare che sorse dopo la conquista romana dell’allora borgo ligure-celtico; subì numerosi rifacimenti nelle epoche successive.
  • Ponte di Olina che si trova nel Comune di Pavullo nel Frignano (MO), sul torrente Scoltenna, la costruzione del ponte risale al 1522 e fu voluto direttamente dai Montecuccoli e dal podestà di Sestola, ma in realtà ne fu spinta la costruzione da parte dei signori di Firenze e Lucca, per fare del Frignano un “ponte” tra la Toscana e l’Emilia.
  • Ponte di Cadignano si trova a breve distanza dal mulino di Cadignano, sul fiume Dolo (RE), attribuibile al XVII-XVIII secolo, si tratta dell’unico esempio dell’Appennino reggiano di ponte a schiena d’asino.
  • Ponte di Lugagnano si trova a Monchio delle Corti (PR) (m 679), alto ponte sul Cedra un tempo unica via per la Toscana, fatto erigere nel 1602 e restaurato nel 1801.
  • Ponte di Fugazzolo di Berceto (PR) sul Baganza è uno dei più bei esempi di ponti storici dell’Appennino parmense. Costruito con pietra locale è composto da due arcate (una grande a tutto sesto), sorrette da un basamento con struttura “a scarpa” (un rafforzamento delle fondamenta e della base del muro stesso per evitare che le acque del torrente indeboliscano il sostegno) si trova nei pressi di un vecchio mulino ad acqua, che conserva la caratteristica ruota in legno.
  • Ponte Alidosi di Castel del Rio (BO), da oltre cinquecento anni si erge sul fiume Santerno e nel 1897 è diventato monumento nazionale. Genio o follia dell’uomo, il Ponte a schiena d’asino con un’unica arcata di 42 metri è il più antico della provincia. Commissionato da Obizzo Alidosi nel 1499 a mastro Andrea Gurrieri per cinquecento ducati d’oro, il Ponte simboleggia la potenza e la solidità della famiglia, riconquistate dopo un periodo di stagnazione.
  • Ponte della Brusia situato nel paese di Bocconi (FC), unico esempio di ponte a schiena d’asino a tre arcate risalente al XIV secolo, il ponte della Brusia si trova nell’alta valle del Montone, prende il nome dalla cascata su cui sorge.
  • Ponte della Golara situato nella gola del fiume Enza divide Nirone, nel Comune di Palanzano nel parmense, da Miscoso e Cecciola (Valle dei Cavalieri), nel Comune di Ventasso nel reggiano. E’ un ponte che ha retto a tutte le piene dell’Enza e che ha unito due terre, per anni,per secoli. E’ stato costruito nell’800 , ha subito un restauro nel 1909, quando la diga di Lagastrello si era rotta e lo aveva danneggiato. L’ultimo restauro è stato eseguito nel 2011.
  • Ponte Alto della Fola  Ponte medievale, che si incontra lungo il Fiume Scoltenna da PIevepelago e Fiumalbo. Dopo un Breve tratto di Bosco si arriva al Ponte, formato da un’unica arcata, il ponte si libra sul corso d’acqua a una considerevole altezza, poggiando direttamente sulla roccia. largo a sufficienza per il passaggio di carri, (alla Pedona) il ponte è immerso in un paesaggio di grande suggestione. la profonda gola, l’altezza dal greto, i giganteschi massi portati a valle dalla forza impetuosa del torrente circondano il ponte di una aura tenebrosa e sopranaturale.
  • Ponte della Fola  Suggestivo per la struttura ad arcate asimmetriche e a forma di schiena d’asino, forse una testimonianza della breve dominazione lucchese nell’Alto Frignano durante il XIV secolo, anche se il primo documento in cui si parla del ponte risale al 1028. Ha la particolarità di essere l’unico esempio noto di ponte di pietra a due arcate in tutta l’Emilia. Ulteriormente rimarchevole se si pensa che la costruzione di ponti in pietra, molto costosa, richiedeva maestranze specializzate, e per questo vi si dava corso soltanto su precisa volontà delle comunità interessate e dei governanti. La perizia con la quale furono progettate e costruite le sue arcate fece nascere leggende con monaci e demoni, in quanto, essendo per lo più perdute le nozioni tecniche romane al di fuori dei conventi, si riteneva che simili opere non potessero essere frutto dell’ingegno di un uomo. A Pievepelago si narra quindi che un frate raggirò i demoni facendogli costruire il ponte.
  • Ponte della Luna a Riolunato Collegava , prima del moderno ponte attuale che lo affianca, il capoluogo con le frazioni di Groppo, Castellino e Serpiano, poste sulla sponda sinistra dello Scoltenna. L’attuale ponte risale ad una ricostruzione avvenuta a seguito della disastrosa frana del 1786 che aveva sconvolto il territorio di Groppo, distruggendo il ponte antico. Formato da un’unica arcata, sui due fianchi compaiono delle mensole di pietra che in origine andavano a sostenere il muretto di parapetto, in modo da sfruttare quasi tutta la larghezza della volta per la sede stradale.
  • Ponte della Signora o Ponte di san Donato Si trova a Modigliana (FC), fu costruito sulle rovine di un antico ponte romano, andato distrutto in seguito ad un’alluvione nel 1640. Nella seconda metà del ‘700 fu ricostruito dalla famiglia Casalini, proprietaria della villa La Colombaia, cui conduceva la strada. Una leggenda narra che in tempi antichi vivesse alle Colombaie (podere di Modigliana) la signora Casalini, che fece costruire il ponte sul Torrente Acerreta per poterlo attraversare senza scendere da cavallo e dover sporcare i suoi lussuosi vestiti ogni volta che doveva allontanarsi o tornare a casa, ed è per questo che venne chiamato semplicemente “Ponte della Signora”.
  • Ponte della Maestà Si trova a Portico di Romagna (FC), la data di costruzione di questo ponte rimane un mistero, perchè alcuni documenti riportano la data del 1328 mentre altre testimonianze rimandano al Medioevo. Il ponte, che sormonta il fiume Montone, è realizzato in pietra locale ed è costituito da un’unica navata. La struttura serve a collegare la parte bassa del borgo, al sentiero detto della “Castellina” che si dirige verso Premilcuore. Il viadotto ha subito un restauro nel 1600, ma la pavimentazione è rimasta quella delle origini ed è una delle attrattive principali del comune di Portico di Romagna. Alla fine del ponte si trova una piccola cappella nella quale i pellegrini che intraprendono il cammino di San Francesco, vengono benedetti.
  • Ponte Medioevale San Michele, Piazza al Serchio, Lucca. Il borgo di San Michele è un gioiellino incastonato su un piccolo poggio fra Piazza al Serchio e Nicciano e conserva resti di fortificazioni, viottoli pavimentati, un antico ponte in pietra, case rustiche e palazzi di origine medievale. Di notevole importanza e bellezza architettonica è il ponte in pietra, di origine trecentesca, il cui unico arco collega le due parti del paese. Una volta questo viadotto era di proprietà dei nobili Malaspina, allora feudatari.

Nel frattempo continuo la ricerca di altri ponti!!!

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